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Aisthesis – Rivista di Estetica Online > Norme redazionali
Norme redazionali1.Caratteristiche generali
I testi da pubblicare sulla rivista si suddividono in a) articoli, b) note e c) recensioni. Per i testi che richiedono caratteri speciali (segni logici, fonetici, alfabeti diversi), ogni difficoltà deve essere accuratamente segnalata, magari inviando anche copia cartacea. Per il file, indicare il programma di videoscrittura e la versione usata. Programmi preferibili: Windows Word, ultime versioni, o le corrispondenti versioni per Macintosh. Evitare programmi troppo vecchi (es. Word 3) o troppo recenti. In casi dubbi aggiungere anche una copia del file in formato .rtf (Rich Text Format). In calce all’articolo (alla nota o alla recensione) indicare un indirizzo postale completo. Ciascun articolo dovrà essere corredato da un breve abstract (5 righe circa) in italiano e in inglese, e dall’indicazione di 3 parole chiave, relative sia ai temi sia agli autori trattati. Non è prevista la correzione delle bozze da parte dell’autore. Per esigenze speciali occorre prendere accordi con la redazione. 2. Formattazione e trattamento dei testi
Tutto il testo, compreso il titolo e la bibliografia, deve essere in stile Normale. È da evitare l’uso di qualsiasi particolare formato-carattere e formato-paragrafo nel testo: è sufficiente lasciare il formato “di default” del programma. Non si deve quindi cambiare il font, né dare rientri, tabulazioni, elenchi puntati, ecc. I corsivi vanno fatti con il comando corrispondente; evitare sottolineature, neretti, maiuscoletti. Per le citazioni di una certa lunghezza (oltre le 3 righe) si può andare a capo, ma senza impostare rientri o corpo minore; indicare in modo bene evidenziato subito prima e subito dopo “citazione infratesto”. Non attivare la sillabazione automatica del documento; occorre invece attivare l’opzione indicata nei programmi come “Virgolette inglesi” o “Virgolette orientate” (ma per le virgolette, vedi sotto Norme redazionali). Evitare qualunque intestazione, running title, ecc. Meglio evitare anche i numeri di pagina. 3. Suddivisioni del testo
Questa è la forma da dare ai titoli di paragrafo: 5. Per una teoria del rapporto ragioni/cause Si è detto che la differenza qualitativa tra le ragioni e le cause viene per lo più categorizzata ecc… Non separare il titolo dal testo (con “invio”, “enter” ecc.). Non usare tabulazioni o rientri (che saranno inseriti solo dalla redazione). Sono accettabili anche paragrafi con titolo non numerato o paragrafi numerati senza titolo: 5. Si è detto che la differenza qualitativa tra ragioni e cause viene per lo più categorizzata ecc… Infine, sono ammesse anche separazioni tra paragrafi con una semplice riga bianca. Evitare invece asterischi centrati e altre forme di separazione. Le citazioni infratesto (o fuori corpo) vanno segnalate mettendo tutto il testo in grassetto, e non vanno racchiuse tra virgolette. 4. Gestione e formattazione delle note
Tutte le note vanno gestite come “note a piè di pagina”. Per il sistema di citazione vedi sotto il punto 5. Riferimenti bibliografici. Le note devono sempre essere create con il comando corrispondente (es. “Inserisci-nota” in Word, ecc.). Le note sono a esponente, numerate in progressione, senza parentesi tonde né quadre; es.: testo15 Il rimando di nota precede il segno d’interpunzione, ma segue la parentesi e le virgolette; esempio: È comico (ci ricorda Bergson)2 «ogni incidente che attira la nostra attenzione sul fisico di una persona quando dovremmo badare solo al morale»3. A piè di pagina, il numero di nota è uguale a quello nel testo (anche qui basta dare il comando e il programma fa da solo), senza punti, parentesi ecc. Usare il formato “apice” (solitamente di default); lo si può comunque impostare nel menù “Carattere”. Nelle note, dopo il numero di riferimento della nota battere uno spazio. 5. Riferimenti bibliografici
È obbligatorio il sistema autore-anno (“anglosassone”). Nel testo si citerà così: … è stato osservato (cfr. Malcolm [1982]: 17)… …come osserva Malcolm (1982),… … secondo alcuni autori (Greenberg, Mitchell [1983]: 40 ss.),… In nota si citerà così: … Cfr. Malcolm (1982): 17… …come osserva Malcolm (1982),… … secondo alcuni autori (Greenberg, Mitchell [1983]: 40 ss.),… Se viene data l’indicazione sia del testo originale sia della trad. it. si citerà così: … Cfr. Goodman (1968): 45 (Goodman [1976]: 47)… …come osserva Goodman (1968) (Goodman [1976]),… riportando in bibliografia i due testi (l’originale e la trad. it.) come lemmi distinti.
Notare: - l’anno dovrà essere possibilmente quello di prima edizione – quindi: Locke (1690), non Locke (1971); - l’edizione da cui si cita risulterà nella bibliografia finale; - nel caso di testi con più autori, i nomi saranno separati da una virgola (non trattini, &, o altro); - se gli autori sono più di tre si può indicare il primo seguito da et al.; - s. per pagina seguente e ss. per le pagine seguenti; p. e non pag. o pg. 6. Bibliografia
Nella bibliografia finale seguire questo modello: Deleuze, G., 1963: L’idée de genèse dans l’esthétique de Kant, “Revue d’esthétique”, 16, pp. 113-136. Greenberg, J.R., S.A. Mitchell, 1983: Object Relations in Psychoanalytic Theory, Harvard University Press, Cambridge, Mass. Trad. it. Le relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica, Il Mulino, Bologna, 1987. Notare: - i titoli vanno sempre in corsivo; - il nome della rivista va in tondo tra “ ” (e non tra « »), e non è preceduto da “in”; - il nome del curatore precede il titolo; - si usa solo la dicitura in italiano (a cura di) anche per volumi in altra lingua; - è preferibile non usare Aa.Vv. per i volumi collettanei; - meglio evitare i numeri romani (vol. 69 e non vol. LXIX); - per i volumi bisogna indicare anche l’editore; - s. per pagina seguente e ss. per le pagine seguenti; p. e non pag. o pg. Nelle bibliografie è consigliabile indicare le pagine degli articoli e dei saggi in miscellanee; non va indicato invece il numero delle pagine di un libro. Ciascun lemma di bibliografia va terminato con un punto. 7. Norme redazionali
Virgolette
Le virgolette sono doppie basse: «…». Nel caso di virgolette interne ad altre, l’ordine da seguire è questo: «… “… ‘…’…” …». Evitare le alte singole (‘…’) se non all’interno di altre virgolette. È preferibile usare un solo tipo di virgolette in tutto il testo, ma nel caso che l’autore voglia sottolineare qualche differenza, si useranno le doppie basse per le citazioni, le doppie alte per i termini ironici ecc. Le virgolette alte, sia doppie sia singole, devono essere orientate (attivare l’opzione indicata nei programmi come “Virgolette inglesi” o “Virgolette orientate”). Le citazioni infratesto (da segnalare con tutto il testo in grassetto) non hanno virgolette, a parte quelle eventualmente presenti nel testo che si cita. Omissis, interpolazioni ecc.
Nelle citazioni, le omissioni vanno indicate con tre punti tra quadre: [...]. Le intrepolazioni di termini stranieri vanno tra parentesi quadre. Es.: … i fenomeni [Erscheinungen] … … come osserva Helmholtz, «la rappresentazione [Vorstellung] ecc.»… Trattini
I trattini diacritici sono quelli di media lunghezza (in Windows corrispondono a alt+150): … secondo alcuni autori – tra i quali Helmholtz – … Invece nelle espressioni composte (es. «essere-nel-mondo») si usino i normali trattini corti. Varie
Usare sempre le iniziali maiuscole accentate (È, non E’). Per chi utilizza Word per Windows, ricordiamo: È = alt+0200, – = alt+0150, « = alt+0171, » = alt+0187. |